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DISTURBI DELLA VISTA

IPOVISIONE

Ipovisione

L’ipovisione è un grande ostacolo nella vita di tutti i giorni. La riabilitazione visiva può aiutare a guardare oltre.

Cos’è l’ipovisione?

L’ipovisione è una condizione di acutezza visiva molto limitata, che impedisce il normale svolgimento della vita quotidiana, personale e professionale.
Essere ipovedenti non significa non vedere. Tuttavia una funzione visiva bilaterale compromessa incide pesantemente sull’autonomia dell’individuo e sulla sua qualità di vita. Pur conservando una residua acuità visiva, il danno funzionale permanente subito dall’ipovedente rende molto difficile una serie di compiti e attività anche semplici, come leggere un libro e lavorare al computer.
Ci sono diversi livelli di ipovisione, che l’OMS ha classificato come quella condizione di acuità visiva nell’occhio migliore compresa tra 1/20 e 3/10.

L’ipovisione è un grande ostacolo nella vita di tutti i giorni. La riabilitazione visiva può aiutare a guardare oltre.

Come si manifesta?

Sono diverse le cause dell’ipovisione, ma il fattore di rischio più rilevante rimane comunque l’età.
La variabilità dello stato di ipovisione è strettamente legata alla patologia di base che lo ha determinato. Ne esistono diverse, ma le più rilevanti sono le patologie che interessano la retina, come la degenerazione maculare, una malattia della macula per lo più dovuta al processo di invecchiamento dell’occhio. Questa maculopatia degenerativa, come anche la retinopatia diabetica con edema maculare importante, può determinare danni tali da ridurre drasticamente la qualità e la quantità del visus, rendendo il paziente incapace di svolgere le azioni quotidiane più banali e persino di camminare.
Ma esistono altre patologie che provocano un deficit visivo altrettanto significativo, pregiudicando la deambulazione e l’orientamento del malato, come il glaucoma, la retinite pigmentosa, o eventi di natura traumatica che coinvolgono altre strutture dell’occhio.

Come affrontare la condizione di ipovedente:

L’ipovisione può creare in chi ne soffre anche alcuni disagi psicologici: guardare il viso di una persona ma non cogliere il colore dei suoi occhi, fare fatica a riconoscere i colleghi fuori dal contesto lavorativo, sfogliare un giornale e riuscire a leggerne solo i titoli, uscire da soli e avere paura ad attraversare la strada.
Sono situazioni purtroppo assai comuni in un soggetto ipovedente. Ma anche se non è possibile riacquistare la vista perduta né correggere completamente questa patologia con lenti o trattamenti medici e chirurgici, si può fare molto per imparare a sfruttare al meglio il proprio residuo visivo. La riabilitazione visiva, attraverso il ricorso a esercizi e ausili ottici speciali, consente di migliorare notevolmente le condizioni dell’ipovedente nei rapporti sociali, a scuola e sul lavoro, favorendo una più piena integrazione nella società.

Giancarlo Bonalumi

L’OTTICO OPTOMETRISTA RISPONDE: A CHI PUÒ RIVOLGERSI UN IPOVEDENTE?

“Prima di tutto, è importante precisare che l’ipovedente non è cieco. Dispone di una potenzialità visiva residua che va allenata e ottimizzata attraverso la riabilitazione, per
ridurre gli effetti quotidiani della patologia e recuperare una certa qualità di vita.
La riabilitazione è rivolta a tutti, sia bambini che adulti, e va personalizzata attraverso un’attenta valutazione ortottica. L’Ortottista è la figura professionale di riferimento per affrontare questa condizione di deficit e imparare a sfruttare al meglio quella parte di retina ancora sana, sviluppando e stabilizzando un nuovo punto di fissazione e rieducando la coordinazione oculo-manuale e del corpo”.

Giancarlo Bonalumi

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